Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione
decreto legislativo 39/2021
ASD ARES
PREMESSA
Le violenze e gli abusi nello sport colpiscono fisicamente ed emotivamente gli atleti, così come l’affidabilità delle organizzazioni sportive. ASD ARES Unione Sportiva Redona condanna fermamente discriminazioni, molestie e abusi in qualsiasi forma e si impegna a prevenire tali comportamenti.
ASD ARES Unione Sportiva Redona non ammette nessuna discriminazione e violenza indipendentemente dal genere, dall’origine etnica, dalla fede religiosa, dall’orientamento sessuale e dalla disabilità al fine di garantire uno sport aperto e inclusivo.
ASD ARES Unione Sportiva Redona tutela il diritto di praticare uno sport sicuro, definito come un ambiente sportivo rispettoso, equo e libero da ogni forma di violenza nei confronti degli atleti soprattutto se minori e particolarmente vulnerabili
A tal fine:
ASD ARES Unione Sportiva Redona con questo documento recepisce le disposizioni di cui al d.lgs. n. 36 del 28 febbraio 2021, al d.lgs. n. 39 del 28 febbraio 2021 nonché alle disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI in materia e adotta ogni necessaria misura per favorire il pieno sviluppo fisico, emotivo, intellettuale e sociale dell’atleta, la sua effettiva partecipazione all’attività sportiva nonché la piena consapevolezza di tutti i tesserati in ordine a propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele.
Verranno adottate, altresì, tutte le misure necessarie al fine di prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza o discriminazione nei confronti dei tesserati, in particolare se minori.
Verranno informati i tesserati dei rispettivi diritti, e favorita la diffusione delle politiche di safeguarding nonché adottate tutte le misure e procedure per assicurare l’efficacia di tali politiche, anche mediante la formazione di lavoratori, collaboratori e volontari che, a qualsiasi titolo e ruolo, sono coinvolti nell’attività sportiva e sono a contatto con gli atleti.
Il presente documento si pone come atto concreto e condiviso di un processo di rafforzamento di una cultura organizzativa improntata sulla Tutela dei Minori, attraverso la definizione dei più alti standard di comportamento professionale di procedure per assicurare che a nessun bambino sia arrecato danno durante alla realizzazione di progetti o attività dell’associazione.
Il documento è pensato per:
a) rafforzare la capacità di prevenire e rispondere con azioni concrete a problemi inerenti alla tutela dei bambini;
b) aumentare la consapevolezza e la conoscenza di quanto attiene al mondo della tutela dei minori tra i membri dello staff di ASD ARES Unione Sportiva Redona nonché per il personale volontario che presta la sua opera.
Il presente documento di ASD ARES Unione Sportiva Redona si basa sulla Convenzione Internazionale sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC), e si sviluppa sui suoi quattro principi fondanti:
1. Principio di non discriminazione (art. 2): tutti i diritti sanciti dalla CRC si applicano a tutti i bambini, le bambine, gli/le adolescenti e i/le giovani, senza alcuna distinzione di sesso, diverse abilità, religione, provenienza culturale e sociale, nonché caratteristiche fisiche;
2. Principio del Superiore Interesse del bambino (art. 3): in tutte le decisioni, il superiore interesse del minore deve avere la condizione preminente;
3. Principio di Vita, Sviluppo e Protezione (art. 6): ogni bambino/a, adolescente e giovane deve vedere garantito il diritto alla vita, ad un sano sviluppo ed il diritto ad essere protetti da qualunque forma di violenza o sfruttamento;
4. Principio di Partecipazione (art. 12): tutti/e i/le bambini/e, gli/le adolescenti e i/le giovani hanno il diritto di esprimere la propria opinione e il loro punto di vista deve essere preso in considerazione, anche dagli adulti.
ASD ARES Unione Sportiva Redona si richiama, altresì, al documento adottato dall’Osservatorio permanente del CONI per le politiche di Safeguarding in osservanza della deliberazione n. 255 del 25 luglio 2023 approvata dalla Giunta Nazionale CONI e denominato “I principi fondamentali per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione” contenenti le Linee guida per la predisposizione dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione.
1.Diritti e Doveri
Diritto fondamentale dei tesserati è quello di essere trattati con rispetto e dignità, nonché di essere tutelati da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione, prevista dal decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva.
Il diritto alla salute e al benessere psico-fisico dei tesserati costituisce un valore assolutamente prevalente anche rispetto al risultato sportivo. Chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva è tenuto a rispettare i predetti diritti dei tesserati-
2.Definizioni
Il presente documento prevede misure e procedure di prevenzione e contrasto verso ogni condotta di abuso, violenza o discriminazione, comunque consumata in ogni forma, anche omissiva, o commissiva mediante omissione, e/o modalità, di persona o tramite modalità informatiche, sul web e attraverso messaggi, e-mail, social network, blog, programmazione di sistemi di intelligenza artificiale e altre tecnologie informatiche.
Sono previste, almeno, le seguenti fattispecie di abuso, violenza e discriminazione: a) l’abuso psicologico; b) l’abuso fisico; c) la molestia sessuale; d) l’abuso sessuale; e) la negligenza; f) l’incuria; g) l’abuso di matrice religiosa; h) il bullismo, il cyberbullismo: i) i comportamenti discriminatori.
Di seguito si presentano le definizioni dei termini di cui sopra intendo:
• per “abuso psicologico”, qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del tesserato, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali;
• per “abuso fisico”, qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni, percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso reale o potenziale di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni fisiche o che danneggi lo sviluppo psico-fisico del minore tanto da compromettere una sana e serena crescita. Tali atti possono anche consistere nell’indurre un tesserato a svolgere (al fine di una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata come il somministrare carichi di allenamento inadeguati in base all’età, genere, struttura e capacità fisica oppure forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti, nonché nell’uso improprio, eccessivo, illecito o arbitrario di strumenti sportivi. In quest’ambito rientrano anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze comunque vietate da norme vigenti o le pratiche di doping;
• per “molestia sessuale”, qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti una grave noia, fastidio o disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere nell’assumere un linguaggio del corpo inappropriato, nel rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante;
• per “abuso sessuale”, qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza contatto, o con contatto e considerata non desiderata, o il cui consenso è costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o nell’osservare il/la tesserato/a in condizioni e contesti non appropriati;
• per “negligenza”, il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi tesserato, anche in ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale, presa conoscenza di uno degli eventi, o comportamento, o condotta, o atto di cui al presente documento, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici e/o psicologici del tesserato; • per “incuria”, la mancata soddisfazione delle necessità fondamentali a livello fisico, medico, educativo ed emotivo;
per “abuso di matrice religiosa”, l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitare in privato o in pubblico il culto purché non si tratti di riti contrari al buon costume;
• per “bullismo, cyberbullismo”, qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che un singolo individuo o più soggetti possono mettere in atto, personalmente, attraverso i social network o altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata, sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più tesserati con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sul tesserato. Possono anche consistere in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad intimidire o turbare un tesserato che determinano una condizione di disagio, insicurezza, paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima).
• per “comportamenti discriminatori”, qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status social-economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.
Si precisa, altresì, che con bambino, bambina e adolescente si intendono tutti/e coloro che hanno meno di 18 anni e, dunque, sono considerati minorenni. Quindi il documento riguarda la tutela dei minori che non hanno compiuto 18 anni.
3. Pilastri operativi di applicazione del safeguarding policy
Le aree principali attraverso cui il presente documento si esprime sono:
a) Sensibilizzazione: ci impegniamo ad assicurare che il personale di ASD ARES Unione Sportiva Redona, i suoi rappresentanti, il personale di organizzazioni associate e dei Partner, i volontari, siano consapevoli delle problematiche legate ai fenomeni di abuso e maltrattamento sui minori e dei rischi connessi e più in generale che i tesserati siano consapevoli in ordine ai propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele. I minori stessi e le loro famiglie verranno messi a conoscenza, nelle modalità più appropriate, delle regole di condotta che possono aspettarsi dal personale e da quanti, a vario titolo, fanno capo all’organizzazione, compresi i volontari, e di come possono eventualmente fare una segnalazione di presunto abuso;
b) Prevenzione: ci impegniamo a minimizzare i rischi per i bambini, gli adolescenti e i giovani attraverso procedure di selezione sicure, educazione e formazione dello staff e dei collaboratori, valutazione dei rischi specifici;
c)Segnalazione: ci impegniamo a rendere chiare e disponibili le procedure a tutto lo staff ed il personale associato, affinché sappiano come affrontare possibili criticità relative alla tutela dei bambini, degli adolescenti e dei giovani;
d)Risposta: ci impegniamo ad assicurare un intervento tempestivo ed efficace in risposta ad ogni segnalazione di abuso (sospetto o provato), supportando, tutelando e proteggendo il minore coinvolto e il segnalante.
e)Formazione: ci impegniamo che i tesserati partecipino alle iniziative dagli Enti e dalle Federazioni di affiliazione nell’ambito delle politiche di safeguarding adottate.
Mediante questo documento ASD ARES Unione Sportiva Redona prende posizione in modo trasparente ed inequivocabile rispetto a qualsiasi segnalazione, reclamo o preoccupazione aventi per oggetto la violenza sui minori. Tale documento deve essere letto in collegamento, al Codice di condotta, e ai modelli organizzativi che verranno adottati.
ASD ARES Unione Sportiva Redona si impegna ad intraprendere un percorso di crescita progressiva in materia di abuso e maltrattamento, con la prospettiva di svolgere nel tempo azioni di ascolto, raccolta e analisi, nonché tutte quelle attività che riterremo utili e necessarie per accrescere e consolidare una cultura di Tutela per i Minori. Ci impegniamo, infine, ad adottare un coinvolgimento proattivo di tutti coloro che partecipano con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva nell’attuazione delle misure, procedure e politiche di safeguarding.
4. Ambiti di applicazione della Policy – Destinatari
Il presente documento include i requisiti che si applicano a tutti gli aspetti e ambiti operativi di ASD ARES Unione Sportiva Redona tenendo conto di come la nostra organizzazione realizzi attività che coinvolgono direttamente o indirettamente i minori. Pertanto, siamo consapevoli di avere la responsabilità di assicurare che i beneficiari dei nostri programmi, servizi e attività non subiscano, né siano esposti al rischio di subire, violazioni o abusi come conseguenza dell’aver partecipato/aver usufruito di quanto offerto dalla nostra Associazione e dai nostri associati.
Le Linee guida si applicano:
a) Ai membri del Consiglio , all’Assemblea dei Soci.
b) Ai membri dello staff, ai collaboratori e consulenti di ASD ARES Unione Sportiva Redona .
c) Al personale ed ai rappresentanti di soggetti partner e a qualunque altro individuo, gruppo o organizzazione che abbia relazioni di carattere formale/contrattuale con ASD ARES Unione Sportiva Redona.
d) A tutti i volontari.
e) A tutti i visitatori.
Qualsiasi segnalazione di abuso o sfruttamento sarà gestita secondo la Procedura Generale per la Tutela di bambini, adolescenti e giovani, associata a questo documento ed in linea con le misure disciplinari di ASD ARES Unione Sportiva Redona e con la legislazione vigente.
5. Accettazione del documento
Il personale della nostra organizzazione (staff, collaboratori/consulenti, volontari ,gli associati), nonché i membri di soggetti Partner, sono chiamati a sottoscrivere la Dichiarazione di accettazione del presente documento, nonché ricevere tutti i documenti relativi alla sua messa in pratica.
6.Diffusione del documento
Sarà garantita un’ampia diffusione verso tutti gli stakeholder (istituzioni, familiari o tutori dei minorenni, etc.) e giovani con cui L’ASD ARES è in contatto. La diffusione del presente documento, del Codice di Condotta e delle Procedure di Segnalazione viene gestita in modo tale da assicurare un linguaggio chiaro, diretto e comprensibile.
7.Ruoli e funzioni di riferimento relativi alla tutela dei minori
Il personale, nei ruoli apicali ed in quelli operativi, è consapevole del ruolo attribuito a ciascuno e delle relative responsabilità nel segnalare e rispondere in conformità al presente documento e alla legislazione nazionale. Il personale, i consulenti, i volontari sono responsabili per la segnalazione di eventuali sospetti o presunte violazioni delle presenti Linee Guida.
Le disposizioni contenute nel presente documento sono sotto la responsabilità del Responsabile Safeguarding nominato dal Consiglio direttivo di ASD ARES Unione Sportiva Redona.
La persona nominata è : DAVIDE TORRI
8. Obblighi ed impegni, conseguenze disciplinari
Il personale di ASD ARES Unione Sportiva Redona ( inteso come associati , volontari , visitatori ecc ) ha l’obbligo di segnalare i sospetti di abuso, discriminazione o sfruttamento a carico di minori il cui presunto autore è un membro del personale o rappresentante, sia che si tratti di segnalazioni specifiche, sia che si tratti di sospetti non confermati. Sarà richiesto di cooperare in qualsiasi indagine interna e di mantenere gli appropriati livelli di riservatezza e discrezione.
9. Il coinvolgimento e la partecipazione dei minori e delle famiglie nel processo di tutela.
Per tutelare efficacemente i nostri beneficiari minorenni tesserati è necessario rendere consapevoli e ascoltare tutte le parti coinvolte. Pertanto, risulta centrale coinvolgere anche coloro che sono collocati nel ruolo dei beneficiari (i minori), insieme alle loro famiglie. Lo si potrà fare, ad esempio, mediante materiale informativo, incontri/workshop ad hoc e, in linea generale, incoraggiati ad utilizzare i mezzi a loro disposizione per assicurare un’autotutela.
Per garantire il diritto alla protezione dei minori tesserati, la nostra associazione ritiene fondamentale costituire e mettere a disposizione una procedura chiara e trasparente per segnalare preoccupazioni e/o eventuali sospetti di abuso, maltrattamento e sfruttamento, nonché violazioni del codice di condotta.
10. Principi guida
Per la gestione di possibili situazioni di abuso, discriminazioni, maltrattamento o condotta inappropriata, ci basiamo sui seguenti principi guida:
a) Sicurezza e Benessere del/la bambino/a, adolescente o giovane: questi risultano prioritari, dal momento che nessun minorenne deve essere messo a rischio dall’azione che si decide di intraprendere o da mancate azioni.
b) Professionalità e confidenzialità lungo tutto il processo: ogni segnalazione sarà trattata in modo professionale, confidenziale e tempestivo e con il rispetto di tutte le parti coinvolte.
c) Diffusione e messa a conoscenza delle procedure di segnalazione: tutti coloro che, a vario titolo, si interfacciano con ASD ARES Unione Sportiva Redona saranno messi a conoscenza, nelle modalità più appropriate, delle procedure per segnalare qualsiasi preoccupazione o sospetto di abuso e/o maltrattamento, sia che riguardi il personale di ASD ARES Unione Sportiva Redona, sia i membri dei partner o di associati, o anche altri soggetti.
d) Utilizzo delle migliori prassi nella ricezione di una notizia di sospetto abuso, discriminazioni, maltrattamento o condotta inappropriata, nella sua segnalazione. In questo senso, assume un ruolo determinante la fase di raccolta delle informazioni, in modo preciso ed essenziale, mediante il Modulo di Segnalazione, progettato per guidare il processo.
e)Lavoro in collaborazione con soggetti pubblici e privati: ogni tipologia di segnalazione di maltrattamento, abuso o sfruttamento, sarà gestito in linea con le nostre procedure interne e con la legislazione vigente.
11. Ruoli nella procedura di segnalazione
Il personale di ASD ARES Unione Sportiva Redona ha l’obbligo di segnalare i sospetti di abuso o sfruttamento a carico dei minori, il cui presunto autore sia un membro del personale e/o un rappresentante o volontario di ASD ARES Unione Sportiva Redona medesima Tutte le segnalazioni vanno fatte nell’immediatezza e comunque entro le 24 ore, a meno che sia impossibile o impraticabile farlo a fronte di circostanze eccezionali.
Le responsabilità dei ruoli sono le seguenti: dello staff in merito alle segnalazioni di sospetti e/o preoccupazioni; del responsabile Safeguarding nella ricezione delle segnalazioni, nel coordinamento del processo di analisi e risposta. La procedura può essere attivata da un qualsiasi membro di ASD ARES Unione Sportiva Redona, da un minore, da un genitore e da un familiare.
Potrà essere segnalata qualunque preoccupazione, sospetto o certezza di maltrattamento, discriminazione o abuso a carico di minori e/o il mancato rispetto del Codice di Condotta da parte di un membro dello staff, di organizzazioni partner, di associati o altri adulti o minori.
12. A chi segnalare
Al responsabile Safeguarding, laddove ci si trovi dinanzi ad un possibile reato, resta fermo il diritto della singola persona di sporgere immediata denuncia a titolo personale.
13. Come segnalare (meccanismi di segnalazione)
La Segnalazione avviene in via confidenziale, telefonicamente, di persona o per iscritto, utilizzando il Modulo di Segnalazione riportato a questo link. Sono considerate valide anche le segnalazioni pervenute in forma anonima.
14 Quando segnalare
Il prima possibile e comunque non oltre le 24 ore.
15.Gestione della segnalazione
Il responsabile Safeguarding, nell’immediatezza e mai oltre le 24 ore, analizzerà le informazioni pervenute e discuterà con il soggetto che ha inoltrato la segnalazione su come procedere nel rispetto del presente documento stabilendo il grado di urgenza, nonché l’opportuna tempistica. Si assicurerà che siano adottate le eventuali misure urgenti a protezione del minore, così come gli sia garantito immediato supporto medico, psicologico o sociale, sulla base di una mappatura locale dei servizi. Metterà a conoscenza il Presidente della segnalazione ricevuta il quale potrà chiedere il supporto tematico e specifico di uno o più esperti precedentemente individuati (es. legale, aspetti di protezione del minore, altro). Il responsabile Safeguarding istruisce l’analisi della segnalazione e la sua gestione, stabilisce il grado di urgenza e decide se: 1. agire in base alle informazioni già ricevute, circostanziate e analizzate; 2. pianificare una indagine conoscitiva interna al fine di circostanziare o acquisire elementi necessari a poter prendere qualsiasi decisione successiva in modo motivato e adeguato per ogni soggetto coinvolto. Questa rappresenta un procedimento amministrativo interno può essere coordinato dal consiglio direttivo; 3. discutere e concordare con il responsabile diretto della persona oggetto della segnalazione eventuali misure di mitigazione del rischio a carico dei minori raggiunti dalla medesima persona. 4.decidere di trasmettere la segnalazione al safeguarding della Federazione Sportiva di riferimento.
In base alle informazioni di cui si è in possesso e a fronte della gravità del caso, il responsabile Safeguarding insieme al Presidente può decidere di: a) mitigare e placare le preoccupazioni, quando non vi siano delle conferme dei dati sostanziali previa verifica; b) avviare una misura disciplinare a carico della persona oggetto della segnalazione; c) valutare una segnalazione del caso all’Autorità Giudiziaria, alle Forze dell’Ordine e ai Servizi Sociali (in ordine alla protezione dei minori coinvolti).
Sarà sempre possibile avvalersi del parere di uno o più consulenti esterni tecnici, precedentemente individuati da parte dell’ASD ARES. Il compito del responsabile Safeguarding è di: – garantire la sicurezza di tutte le parti coinvolte, definendo misure specifiche ed un piano di azione; – valutare e definire modalità di informazione e coinvolgimento dei genitori/tutori dei minori; – stilare la denuncia/querela o segnalazione, verificarla attraverso le competenze dei consulenti e farla pervenire all’Ente di indirizzo; – decidere in che misura limitare/modificare i rapporti tra la persona sospettata ed il minore, tenendo conto di eventuali indicazioni delle Forze dell’Ordine e dell’Autorità Giudiziaria; – definire un piano di azione interno per monitorare l’andamento della segnalazione; – informare, in via riservata, solo le informazioni essenziali, la persona interessata; – dare comunicazione al safeguarding nazionale.
Le segnalazioni potranno essere rinviate alle autorità competenti per indagini giudiziarie ai sensi della legge del paese in cui avviene il fatto; inoltre potranno essere attivate delle procedure disciplinari interne che, in taluni casi, potranno anche comportare la chiusura di un rapporto di lavoro o l’allontanamento dal ruolo coperto nell’Associazione.
L’archiviazione dei casi gestiti sarà tenuta in custodia al responsabile dei Sistemi di Tutela,della privacy, preservando la privacy di coloro che saranno coinvolti.
16. Durata
Il presente documento verrà aggiornato ogni quattro anni. Inoltre, ogni anno si procederà ad una autovalutazione sull’applicazione delle Linee Guida per verificarne lo stato di implementazione e identificare possibili aree di miglioramento.
Il modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva e il codice di condotta sono pubblicati sul sito internet di ASD ARES Unione Sportiva Redona, affissi presso la sede operativa sita presso il Campo Sportivo Goigis nonché comunicati alle Federazioni ed Enti a cui siamo affiliati. Della adozione e del loro aggiornamento è data notizia sulla homepage di ASD ARES Unione Sportiva Redona.
| MODULO SEGNALAZIONE AL SAFEGUARDING ASD ARES UNIONE SPORTIVA REDONA |
| Persona che segnala nome e cognome data di nascita recapito telefonico Indirizzo mail Squadra di appartenenza Altro |
| Persona da tutelare Nome Cognome Squadra di appartenenza |
| La persona da tutelare corrisponde al segnalante SI NO NON SO |
| La persona da tutelare è un minore SI NO NON SO |
| Descrizione della segnalazione |
| Data |
Modulo segnalazione al safeguarding ASD ARES Unione Sportiva Redona
17. Individuazione dei fattori di rischio
ASD ARES svolge la propria attività nelle seguenti modalità:
– Allenamenti (frequenza 2/3/4 volte a settimana)
– Gare (Campionati FIPAV-FIB-FIGC-CSI frequenza 1/2 volte a settimana)
– Tornei
– Eventi associativi (manifestazioni – feste)
Il modello adottato stabilisce i fattori di rischio per ogni tipo di attività, le modalità di prevenzione e gestione del rischio in relazione ai fenomeni di abusi, violenze e discriminazioni, protocolli di contenimento del rischio stesso e la gestione delle segnalazioni, gli obblighi informativi in materia.
S.1 Norme di comportamento e presidi di controllo per la prevenzione dell’abuso psicologico
| Condotta | |
| Abuso psicologico | |
| Situazioni specifiche di rischio individuate nell’ASD ARES Unione Sportiva Redona nell’ambito delle quali si può verificare la condotta vietata | |
| imprecare verso un tesserato, connotandolo come perdente e/o incapace per non aver portato a compimento l’attività di competenza o, nel caso di un atleta, per non avere giocato bene una partita o aver sbagliato un rigore;umiliare un tesserato o farlo sentire inadeguato;prendersi gioco di un tesserato o incoraggiare altri tesserati a prendersene gioco;fare favoritismi tra tesserati appartenenti a un medesimo contesto (ad esempio all’interno della squadra, favorendo alcuni atleti a discapito degli altri);minacciare o maltrattare verbalmente un tesserato;ignorare, escludere e/o non lodare sufficientemente un tesserato;criticare per l’aspetto fisico un tesserato;umiliare un tesserato a causa delle sue prestazioni;agire con comportamenti inappropriati e violenti nel contesto associativo, in panchina o sugli spalti (insulti, minacce o aggressioni). | |
| Grado di probabilità | Grado di impatto |
| improbabilepoco probabilemolto probabilealtamente probabile | lievemediogravegravissimo |
| Grado di rischio inerente | |
| altomediobasso | |
| Norme di condotta | |
| Tutti i Tesserati devono: astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I dirigenti sportivi e tecnici devono: agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori;promuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;interrompere senza indugio ogni contatto con il/la tesserato/a minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile;conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio;garantire la presenza di più collaboratori sportivi (almeno due adulti) nelle attività che coinvolgono minori;non avere relazioni con minori che possono essere in qualche modo considerate di sfruttamento, maltrattamento o abuso;ove ne riscontrino la necessità, farsi promotori, presso le competenti strutture dell’Associazione, affinché siano previste le necessarie forme di supporto psicologico a favore dei tesserati, specie se minori;in merito all’attività sportiva degli atleti minori, fornire feedback costruttivi, concentrandosi sui progressi e sugli sforzi degli atleti, piuttosto che sul risultato della singola competizione;farsi promotori dell’organizzazione di programmi (workshops, seminari, corsi di formazione) volti a ridurre il rischio di abusi psicologici, attraverso il rispetto reciproco, la comunicazione positiva e la gestione delle emozioni. Gli atleti devono: rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco;comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive;mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I genitori e i sostenitori devono: tenere un comportamento collaborativo e rispettoso nei confronti di tutti i soggetti coinvolti siano essi giocatori, giocatrici, tecnici o altri membri dello staff, genitori, direttori di gara, ecc.;non usare o tollerare comportamenti o linguaggi offensivi, da o verso qualsiasi giocatore, giocatrice, direttore di gara o qualsiasi altro soggetto coinvolto;non umiliare o sminuire gli atleti o i loro sforzi in una partita o in una sessione di allenamento e non incolpare uno di loro per non aver ottenuto i risultati auspicati. | |
| Presidi di controllo adottati dall’ASD ARES Unione Sportiva Redona | |
| Codice di Condotta Etica;Sistema di segnalazioni di abusi, violenze o discriminazioni;Nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni;Attività di monitoraggio del Responsabile Safeguarding;Corretta attuazione e previsione di un programma formativo rivolto a tutti i tesserati, differenziato sulle specifiche competenze del singolo tesserato (Dirigenti, allenatori e staff, atleti);Diffusione di un programma comunicativo interno efficace e che sia inerente alle tematiche di Safeguarding. | |
S.2 Norme di comportamento e presidi di controllo per la prevenzione dell’abuso fisico
| Condotta | |
| Abuso fisico | |
| Situazioni specifiche di rischio individuate nell’ASD ARES Unione Sportiva Redona nell’ambito delle quali si può verificare la condotta vietata | |
| colpire un tesserato perché disturba o disattende le indicazioni date (ad esempio colpire un atleta durante la sessione di allenamento perché non ascolta le indicazioni dell’allenatore);obbligare un tesserato ammalato a svolgere comunque l’attività di competenza;imporre il gioco aggressivo di squadra e individuale, potenzialmente pericoloso per la salute dei tesserati;prescrivere / somministrare sostanze dopanti agli atleti | |
| Grado di probabilità | Grado di impatto |
| improbabilepoco probabilemolto probabilealtamente probabile | lievemediogravegravissimo |
| Grado di rischio inerente | |
| altomediobasso | |
| Norme di condotta | |
| Tutti i Tesserati devono: comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri tesserati;astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio; I dirigenti sportivi e tecnici devono: agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori;evitare ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se minoripromuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;interrompere senza indugio ogni contatto con il/la tesserato/a minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile;conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;garantire la presenza di più collaboratori sportivi (almeno due adulti) nelle attività che coinvolgono minori;segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio;non avere relazioni con minori che possono essere in qualche modo considerate di sfruttamento, maltrattamento o abuso;individuare tra di loro la figura più appropriata, in relazione all’età degli atleti, ad intrattenere un dialogo continuo con gli stessi fine di scorgerne segni di malessere. Gli atleti devono: rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco;comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive;mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero ai loro delegati;segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I genitori e i sostenitori devono: tenere un comportamento collaborativo e rispettoso nei confronti di tutti i soggetti coinvolti siano essi giocatori, giocatrici, tecnici o altri membri dello staff, genitori, direttori di gara, ecc.;non sottoporre nessun atleta ad una punizione che possa essere ricondotta ad un abuso fisico. | |
| Presidi di controllo adottati dall’ASD ARES Unione Sportiva Redona | |
| Codice di Condotta Etica;Sistema di segnalazioni di abusi, violenze o discriminazioni;Nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni;Attività di monitoraggio del Responsabile Safeguarding;Corretta attuazione e previsione di un programma formativo rivolto a tutti i tesserati, differenziato sulle specifiche competenze del singolo tesserato (Dirigenti, allenatori e staff, atleti);Diffusione di un programma comunicativo interno efficace e che sia inerente alle tematiche di Safeguarding. | |
S.3 Norme di comportamento e presidi di controllo per la prevenzione della molestia sessuale
| Condotta | |
| Molestia sessuale | |
| Situazioni specifiche di rischio individuate nell’ASD ARES Unione Sportiva Redona nell’ambito delle quali si può verificare la condotta vietata | |
| fare commenti espliciti o volgari sul corpo di un tesserato;fare battute sessuali che mettano a disagio il/la tesserato/a;toccare, abbracciare o baciare un tesserato senza il consenso; | |
| Grado di probabilità | Grado di impatto |
| improbabilepoco probabilemolto probabilealtamente probabile | lievemediogravegravissimo |
| Grado di rischio inerente | |
| altomediobasso | |
| Norme di condotta | |
| Tutti i Tesserati devono: comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri tesserati;astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi;impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I dirigenti sportivi e tecnici devono: agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori;evitare ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se minoripromuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;astenersi dal creare situazioni di intimità con il/la tesserato/a minore;porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con il/la tesserato/a minore, anche mediante social network;interrompere senza indugio ogni contatto con il/la tesserato/a minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile;garantire la presenza di più collaboratori sportivi (almeno due adulti) nelle attività che coinvolgono minori;conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio;organizzare eventuali trasferte che richiedono il pernottamento in hotel evitando che dirigenti e allenatori siano nella stessa stanza degli atleti;limitare l’accesso alle strutture dell’ASD ARES solo al personale autorizzatoadoperarsi affinché nelle strutture dell’ASD ARES vi siano sempre, durante le attività sportive di atleti minori, almeno due soggetti adulti Gli atleti devono: comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero ai loro delegati;evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, anche in occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima ricevuto, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero ai loro delegati, nonché al Responsabile;segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I genitori e i sostenitori devono: tenere un comportamento collaborativo e rispettoso nei confronti di tutti i soggetti coinvolti siano essi giocatori, giocatrici, tecnici o altri membri dello staff, genitori, direttori di gara, ecc.;non avere relazioni con minori che possono essere in qualche modo considerate di sfruttamento, maltrattamento o abuso;rispettare la privacy dei minori, specie in luoghi particolarmente sensibili (ad esempio non entrare nelle docce e negli spogliatoi), i quali devono essere sorvegliati, in modo tale da garantire la privacy dei minori. | |
| Presidi di controllo adottati dall’ASD ARES Unione Sportiva Redona | |
| Codice di Condotta Etica;Sistema di segnalazioni di abusi, violenze o discriminazioni;Nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni;Attività di monitoraggio del Responsabile Safeguarding;Corretta attuazione e previsione di un programma formativo rivolto a tutti i tesserati, differenziato sulle specifiche competenze del singolo tesserato (Dirigenti, allenatori e staff, atleti);Diffusione di un programma comunicativo interno efficace e che sia inerente alle tematiche di Safeguarding. | |
S.4 Norme di comportamento e presidi di controllo per la prevenzione dell’abuso sessuale
| Condotta | |
| Abuso sessuale | |
| Situazioni specifiche di rischio individuate nell’ASD ARES Unione Sportiva Redona nell’ambito delle quali si può verificare la condotta vietata | |
| fotografare tesserati/e atleti/e nudi/e nell’ambiente dello spogliatoio/sotto la doccia;fare apprezzamenti fisici inappropriati verso un tesserato/a;ricercare e creare un contatto fisico non necessario con un/una tesserato/a adducendo al benessere fisico dello stesso;un/una tesserato/a è oggetto di commenti erotici, osceni o di natura sessuale;intraprendere una relazione sessuale con un/una tesserato/a minorenne, o incapace di intendere o incosciente o non completamente cosciente (per uso volontario o involontario di alcool e/o droghe). | |
| Grado di probabilità | Grado di impatto |
| improbabilepoco probabilemolto probabilealtamente probabile | lievemediogravegravissimo |
| Grado di rischio inerente | |
| altomediobasso | |
| Norme di condotta | |
| Tutti i Tesserati devono: comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri tesserati;astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi;impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I dirigenti sportivi e tecnici devono: agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori;evitare ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se minoripromuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;astenersi dal creare situazioni di intimità con il/la tesserato/a minore;porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con il/la tesserato/a minore, anche mediante social network;interrompere senza indugio ogni contatto con il/la tesserato/a minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile;garantire la presenza di più collaboratori sportivi (almeno due adulti) nelle attività che coinvolgono minori;conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. Gli atleti devono: comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;rispettare la privacy dei compagni di squadra negli spogliatoi e nelle aree di cambio;riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero ai loro delegati;evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, anche in occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima ricevuto, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero ai loro delegati, nonché al Responsabile;segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I genitori e i sostenitori devono: tenere un comportamento collaborativo e rispettoso nei confronti di tutti i soggetti coinvolti siano essi giocatori, giocatrici, tecnici o altri membri dello staff, genitori, direttori di gara, ecc.;non avere relazioni con minori che possono essere in qualche modo considerate di sfruttamento, maltrattamento o abuso;rispettare la privacy dei minori, specie in luoghi particolarmente sensibili (ad esempio non entrare nelle docce e negli spogliatoi), i quali devono essere sorvegliati, in modo tale da garantire la privacy dei minori. | |
| Presidi di controllo adottati dall’ASD ARES Unione Sportiva Redona | |
| Codice di Condotta Etica;Sistema di segnalazioni di abusi, violenze o discriminazioni;Nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni;Attività di monitoraggio del Responsabile Safeguarding;Corretta attuazione e previsione di un programma formativo rivolto a tutti i tesserati, differenziato sulle specifiche competenze del singolo tesserato (Dirigenti, allenatori e staff, atleti);Diffusione di un programma comunicativo interno efficace e che sia inerente alle tematiche di Safeguarding. | |
S.5 Norme di comportamento e presidi di controllo per la prevenzione della negligenza
| Condotta | |
| Negligenza | |
| Situazioni specifiche di rischio individuate nell’ASD ARES Unione Sportiva Redona nell’ambito delle quali si può verificare la condotta vietata | |
| mancata supervisione del tesserato (specie se minorenne), in occasione a titolo esemplificativo di trasferte, viaggi e pernottamenti;non intervenire in caso di evidenti segnali di disagio e malessere del tesserato (specie se minorenne), quali, a titolo esemplificativo, disturbi nell’alimentazione o cambiamenti comportamentali repentini;non fornire equipaggiamento/kit adeguato a svolgere l’attività in sicurezza. | |
| Grado di probabilità | Grado di impatto |
| improbabilepoco probabilemolto probabilealtamente probabile | lievemediogravegravissimo |
| Grado di rischio inerente | |
| altomediobasso | |
| Norme di condotta | |
| Tutti i Tesserati devono: garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi;impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero loro delegati;prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I dirigenti sportivi e tecnici devono: agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei tesserati, in particolare se minori;promuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;comunicare e condividere con il/la tesserato/a minore gli obiettivi educativi e formativi, illustrando le modalità con cui si intendono perseguire tali obiettivi e coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;interrompere senza indugio ogni contatto con il/la tesserato/a minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile;impiegare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione e/o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo;segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari degli atleti loro affidati;dichiarare cause di incompatibilità e conflitti di interesse;sostenere i valori dello sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni sportive dei tesserati;conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. Gli atleti devono: comunicare le proprie aspirazioni ai dirigenti sportivi e ai tecnici e valutare in spirito di collaborazione le proposte circa gli obiettivi educativi e formativi e le modalità di raggiungimento di tali obiettivi, anche con il supporto di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dei soggetti cui è affidata la loro cura, eventualmente confrontandosi con gli altri atleti;comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive;rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e dei tecnici;mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero ai loro delegati;in occasione di trasferte e spostamenti (con particolare riferimento ai minori), gli atleti devono sempre diligentemente attenersi alle istruzioni ed alle regole impartite loro dagli adulti accompagnatori, nonché seguire i consigli dispensati da questi ultimi;in caso di pernotto, non deve mai essere prevista la possibilità che a un minore venga assegnata una camera in condivisione con un operatore sportivo (salve particolari e comprovate esigenze e nulla osta da parte di genitori o tutori) a meno che non vi sia un legame di parentela tra il minore e l’adulto. Dev’essere fornita, in anticipo ed in maniera dettagliata, ai minori di età superiore a 14 anni e comunque ai genitori, tutori o legali rappresentanti, qualsiasi informazione riguardante la struttura individuata e la modalità di composizione delle stanze, nonché la relativa rooming list che potrà subire eventuali variazioni, sempre nel rispetto dei criteri summenzionati e soltanto con il consenso degli organizzatori/responsabili;assumere nei confronti dei vari prestatori di servizi (personale di gara, degli impianti sportivi, degli alberghi, autisti, guide, ecc.) un comportamento corretto e rispettoso dell’altrui lavoro, nonché evitare comportamenti chiassosi od esibizionistici;evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, anche in occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima ricevuto, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero ai loro delegati, nonché al Responsabile;segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I genitori e i sostenitori devono: tenere un comportamento collaborativo e rispettoso nei confronti di tutti i soggetti coinvolti siano essi giocatori, giocatrici, tecnici o altri membri dello staff, genitori, direttori di gara, ecc.;in occasione di trasferte e spostamenti di minori, gli adulti accompagnatori sono responsabili della sicurezza e del benessere degli atleti, in quanto i genitori affidano loro la custodia dei figli, dal momento in cui li accompagnano al punto di incontro concordato per la partenza e fino a quando non fanno rientro a casa. | |
| Presidi di controllo adottati dall’ASD ARES Unione Sportiva Redona | |
| Codice di Condotta Etica;Sistema di segnalazioni di abusi, violenze o discriminazioni;Nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni;Attività di monitoraggio del Responsabile Safeguarding;Corretta attuazione e previsione di un programma formativo rivolto a tutti i tesserati, differenziato sulle specifiche competenze del singolo tesserato (Dirigenti, allenatori e staff, atleti);Diffusione di un programma comunicativo interno efficace e che sia inerente alle tematiche di Safeguarding. | |
S.7 Norme di comportamento e presidi di controllo per la prevenzione dell’incuria
| Condotta | |
| Incuria | |
| Situazioni specifiche di rischio individuate nell’ASD ARES Unione Sportiva Redona nell’ambito delle quali si può verificare la condotta vietata | |
| non prestare le corrette e necessarie cure mediche ai tesserati infortunati;non prestare il necessario supporto psicologico e/o emotivo al tesserato che lo richiede o che mostra segni di debolezza. | |
| Grado di probabilità | Grado di impatto |
| improbabilepoco probabilemolto probabilealtamente probabile | lievemediogravegravissimo |
| Grado di rischio inerente | |
| altomediobasso | |
| Norme di condotta | |
| Tutti i Tesserati devono: garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi;impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero loro delegati. I dirigenti sportivi e tecnici devono: contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei tesserati, in particolare se minori;astenersi dal creare situazioni di intimità con il/la tesserato/a minore;comunicare e condividere con il/la tesserato/a minore gli obiettivi educativi e formativi, illustrando le modalità con cui si intendono perseguire tali obiettivi e coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;impiegare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione e/o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo;segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari degli atleti loro affidati;sostenere i valori dello sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni sportive dei tesserati;conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo. Gli atleti devono: rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco;comunicare le proprie aspirazioni ai dirigenti sportivi e ai tecnici e valutare in spirito di collaborazione le proposte circa gli obiettivi educativi e formativi e le modalità di raggiungimento di tali obiettivi, anche con il supporto di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dei soggetti cui è affidata la loro cura, eventualmente confrontandosi con gli altri atleti; comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive;rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e dei tecnici;mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero ai loro delegati;segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I genitori e i sostenitori devono: tenere un comportamento collaborativo e rispettoso nei confronti di tutti i soggetti coinvolti siano essi giocatori, giocatrici, tecnici o altri membri dello staff, genitori, direttori di gara, ecc. | |
| Presidi di controllo adottati dall’ASD ARES Unione Sportiva Redona | |
| Codice di Condotta Etica;Sistema di segnalazioni di abusi, violenze o discriminazioni;Nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni;Attività di monitoraggio del Responsabile Safeguarding;Corretta attuazione e previsione di un programma formativo rivolto a tutti i tesserati, differenziato sulle specifiche competenze del singolo tesserato (Dirigenti, allenatori e staff, atleti);Diffusione di un programma comunicativo interno efficace e che sia inerente alle tematiche di Safeguarding. | |
S.8 Norme di comportamento e presidi di controllo per la prevenzione dell’abuso di matrice religiosa
| Condotta | |
| Abuso di matrice religiosa | |
| Situazioni specifiche di rischio individuate nell’ASD ARES Unione Sportiva Redona nell’ambito delle quali si può verificare la condotta vietata | |
| isolare un tesserato a causa della propria fede religiosa o costringere un tesserato ad affrontare pregiudizi per la propria fede;costringere i tesserati a partecipare a pratiche religiose che non condividono;promettere ai tesserati successo professionale o altro beneficio in cambio della loro rinuncia a professare/praticare liberamente la propria fede religiosa ovvero della loro adesione ad una specifica fede religiosa; negare a un tesserato il diritto di indossare/esporre simboli rappresentativi della propria fede religiosa (ad es. rosario al collo), purché non si tratti di simboli contrari al buon costume e fatte salve le specifiche regolamentazioni di gara;impedire a un tesserato di esultare per un successo (ad es. dopo un goal in partita) ringraziando manifestamente il proprio dio;negare a un tesserato il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa nei momenti liberi/di riposo da allenamenti (ad es. il momento della preghiera prima dei pasti in occasione di ritiri/trasferte);imporre trattamenti e/o prestazioni sanitarie contrarie alla fede religiosa praticata dal tesserato (ad es. assunzione di alimenti non consentiti). […] | |
| Grado di probabilità | Grado di impatto |
| improbabilepocoprobabilemolto probabilealtamente probabile | lievemediogravegravissimo |
| Grado di rischio inerente | |
| altomediobasso | |
| Norme di condotta | |
| Tutti i Tesserati devono: comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri tesserati; garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);segnalare senza indugio al Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5 situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I dirigenti sportivi e tecnici devono: agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori;promuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione,pericolo o timore;interrompere senza indugio ogni contatto con il/la tesserato/a minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5;sostenere i valori dello sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni sportive dei tesserati;garantire la presenza di più collaboratori sportivi (almeno due adulti) nelle attività che coinvolgono minori;conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;segnalare senza indugio al Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5 situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. Gli atleti devono: rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco;comunicare le proprie aspirazioni ai dirigenti sportivi e ai tecnici e valutare in spirito di collaborazione le proposte circa gli obiettivi educativi e formativi e le modalità di raggiungimento di tali obiettivi, anche con il supporto di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dei soggetti cui è affidata la loro cura, eventualmente confrontandosi con gli altri atleti;comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive;rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e dei tecnici;mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportivesegnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I genitori e i sostenitori devono: tenere un comportamento collaborativo e rispettoso nei confronti di tutti i soggetti coinvolti siano essi giocatori, giocatrici, tecnici o altri membri dello staff, genitori, direttori di gara, ecc.;non usare o tollerare comportamenti o linguaggi offensivi, da o verso qualsiasi giocatore, giocatrice, direttore di gara o qualsiasi altro soggetto coinvolto. | |
| Presidi di controllo adottati dall’ASD ARES Unione Sportiva Redona | |
| Codice di Condotta Etica;Sistema di segnalazioni di abusi, violenze o discriminazioni;Nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni;Attività di monitoraggio del Responsabile Safeguarding;Corretta attuazione e previsione di un programma formativo rivolto a tutti i tesserati, differenziato sulle specifiche competenze del singolo tesserato (Dirigenti, allenatori e staff, atleti);Diffusione di un programma comunicativo interno efficace e che sia inerente alle tematiche di Safeguarding. | |
S.9 Norme di comportamento e presidi di controllo per la prevenzione del bullismo e cyberbullismo
| Condotta | |
| Bullismo, cyberbullismo | |
| Situazioni specifiche di rischio individuate nell’ASD ARES Unione Sportiva Redona nell’ambito delle quali si può verificare la condotta vietata | |
| denigration, offendere con soprannomi denigratori, parolacce e/o insulti;body-shaming, ovvero deridere qualcuno per l’aspetto fisico, attraverso insulti, derisioni, giochi di parole, allusioni anche per il tramite di social media;pubblicare online frasi o immagini che possono nuocere alla salute o allo sviluppo fisico (in caso di minorenni), mentale, psicologico, morale o sociale. Se la pubblicazione online riguarda materiale ritraente la vittima colpita da uno o più aggressori si parla di happy slapping o cyberbashing;cyberstalking, che rappresenta la versione online del reato di stalking e che mira a molestare, minacciare e perseguitare l’altro, attraverso l’utilizzo di mezzi digitali di comunicazione;exclusion, che consiste nell’allontanamento intenzionale di un tesserato da un gruppo (anche online, ad esempio da una lista di amici, da una chat etc.);flaming, che avviene usualmente in rete e che mira a generare conflitti offendendo in pubblico la vittima con toni violenti e volgari;harassment, riguarda il compimento di molestie effettuate tramite canali di comunicazione con azioni, parole o comportamenti persistenti verso una singola persona, volti a causare disagio emotivo e psichico;impersonation, che riguarda l’assunzione dell’identità in rete di un’altra persona mirata a danneggiare la vittima e la sua reputazione, compiendo azioni lesive a suo nome e sottraendo informazioni riservate al network di amici della stessa;outing and trickery, consiste nella diffusione di informazioni ottenute dalla vittima in contesti intimi e molto personali. Pertanto, il cyberbullo potrebbe diffondere confidenze spontanee o immagini riservate della vittima su chat o sms. Talvolta, capita che il bullo convinca con l’inganno la vittima a condividere informazioni imbarazzanti per poi diffonderle ad altri utenti, oppure che minacci di farlo qualora la vittima non si dimostri pronta ad esaudire le sue richieste;revenge porn, che consiste nella pubblicazione o diffusione di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, senza il consenso della persona ivi rappresentata;sexting, che riguarda l’invio attraverso i mezzi informatici di materiale eroticamente esplicito, come immagini, video, fotografie, testi scritti, audio, in cui vengono esplicitate intenzioni sessuali, senza il consenso della persona ritratta o al fine di recare un danno alla vittima. | |
| Grado di probabilità | Grado di impatto |
| improbabilepoco probabilemolto probabilealtamente probabile | lievemediogravegravissimo |
| Grado di rischio inerente | |
| altomediobasso | |
| Norme di condotta | |
| Tutti i Tesserati devono: comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri tesserati; astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi;impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero loro delegati;prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);segnalare senza indugio al Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5 situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I dirigenti sportivi e tecnici devono: agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori;contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei tesserati;coinvolgere i genitori e le famiglie (anche tramite riunioni periodiche) nel processo educativo degli atleti minori, fornendo strumenti e risorse atti a prevenire il cyberbullismo;evitare ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se minori;promuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore; astenersi dal creare situazioni di intimità con il/la tesserato/a minore;porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati; astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con il/la tesserato/a minore, anche mediante social network;interrompere senza indugio ogni contatto con il/la tesserato/a minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5;sostenere i valori dello sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni sportive dei tesserati;conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;astenersi dall’utilizzo, dalla riproduzione e dalla diffusione di immagini o video dei tesserati minori, se non per finalità educative e formative, acquisendo le necessarie autorizzazioni da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero da loro delegati;segnalare senza indugio al Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5 situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio;sensibilizzare gli atleti, specie se minorenni, al corretto e responsabile utilizzo degli smartphone e dei contenuti multimediali, oltre che dei social media. Gli atleti devono: rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco;comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive;rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e dei tecnici;mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, anche in occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;prevenire l’utilizzo in modo inappropriato di dispositivi elettronici (in particolare, cellulari) in luoghi particolarmente sensibili quali docce e spogliatoi;astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima ricevuto, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero ai loro delegati, nonché al Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5;segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I genitori e i sostenitori devono: tenere un comportamento collaborativo e rispettoso nei confronti di tutti i soggetti coinvolti siano essi giocatori, giocatrici, tecnici o altri membri dello staff, genitori, direttori di gara, ecc.;non usare o tollerare comportamenti o linguaggi offensivi, da o verso qualsiasi giocatore, giocatrice, direttore di gara o qualsiasi altro soggetto coinvolto;non tollerare o incoraggiare alcuna forma di bullismo;non umiliare o sminuire gli atleti o i loro sforzi in una partita o in una sessione di allenamento e non incolpare uno di loro per non aver ottenuto i risultati auspicati;astenersi dall’utilizzo inappropriato dei social media (ad esempio pubblicando commenti denigratori o offensivi sugli atleti o sulle loro famiglie). In particolare, non acquisire immagini che possano ritrarre e identificare gli atleti, nonché diffondere le stesse ovvero qualsiasi altra informazione inerente gli atleti minori tramite app di messaggistica istantanea (Whatsapp, Telegram e simili), Social media (Facebook, Instagram, Tik tok, e simili) e siti web, anche durante le competizioni, se non in presenza del consenso espressamente prestato (da entrambi i genitori o dal legale rappresentante qualora minore ovvero dal minore di età pari o superiore a 14 anni). | |
| Presidi di controllo adottati dall’ASD ARES Unione Sportiva Redonao | |
| Codice di Condotta Etica;Sistema di segnalazioni di abusi, violenze o discriminazioni;Nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni;Attività di monitoraggio del Responsabile Safeguarding;Corretta attuazione e previsione di un programma formativo rivolto a tutti i tesserati, differenziato sulle specifiche competenze del singolo tesserato (Dirigenti, allenatori e staff, atleti);Diffusione di un programma comunicativo interno efficace e che sia inerente alle tematiche di Safeguarding. | |
S.10 Norme di comportamento e presidi di controllo per la prevenzione di comportamenti discriminatori
| Condotta | |
| Comportamenti discriminatori | |
| Situazioni specifiche di rischio individuate nell’ASD ARES Unione Sportiva Redona nell’ambito delle quali si può verificare la condotta vietata | |
| usare epiteti razzisti contro tesserati di colore o di altre etnie;negare alle tesserate (atlete e non) pari opportunità o trattamento rispetto ai tesserati, attraverso, ad esempio ma non solo, limitazioni di accesso agli impianti sportivi e preclusione di partecipazione ad attività sportive e/o funzioni dell’Associazione;insulti e cori razzisti rivolti a tesserati di fede diversa;insulti o attacchi contro tesserati sulla base del loro orientamento sessuale. | |
| Grado di probabilità | Grado di impatto |
| improbabilepocoprobabilemolto probabilealtamente probabile | lievemediogravegravissimo |
| Grado di rischio inerente | |
| altomediobasso | |
| Norme di condotta | |
| Tutti i Tesserati devono: comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri tesserati; astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi;impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);segnalare senza indugio al Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5 situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. I dirigenti sportivi e tecnici devono: agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori;contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei tesserati, in particolare se minori;evitare ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se minori;promuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;astenersi dal creare situazioni di intimità con il/la tesserato/a minore;porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con il/la tesserato/a minore, anche mediante social network;interrompere senza indugio ogni contatto con il/la tesserato/a minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5;sostenere i valori dello sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni sportive dei tesserati;conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;astenersi dall’utilizzo, dalla riproduzione e dalla diffusione di immagini o video dei tesserati minori, se non per finalità educative e formative, acquisendo le necessarie autorizzazioni da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero da loro delegati;segnalare senza indugio al Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5 situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. Gli atleti devono: rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco;comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive;rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e dei tecnici;mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;non utilizzare un linguaggio offensivo, razzista, omofobo o discriminatorio, ed in ogni caso lesivo della dignità, dell’onore e della reputazione altrui;evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, anche in occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima ricevuto, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero ai loro delegati, nonché al Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5;segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio. genitori e i sostenitori devono: tenere un comportamento collaborativo e rispettoso nei confronti di tutti i soggetti coinvolti siano essi giocatori, giocatrici, tecnici o altri membri dello staff, genitori, direttori di gara, ecc.;non usare o tollerare comportamenti o linguaggi offensivi, da o verso qualsiasi giocatore, giocatrice, direttore di gara o qualsiasi altro soggetto coinvolto;non umiliare o sminuire gli atleti o i loro sforzi in una partita o in una sessione di allenamento e non incolpare uno di loro per non aver ottenuto i risultati auspicati. | |
| Presidi di controllo adottati dall’ASD ARES Unione Sportiva Redona | |
| Codice di Condotta Etica;Sistema di segnalazioni di abusi, violenze o discriminazioni;Nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni;Attività di monitoraggio del Responsabile Safeguarding;Corretta attuazione e previsione di un programma formativo rivolto a tutti i tesserati, differenziato sulle specifiche competenze del singolo tesserato (Dirigenti, allenatori e staff, atleti);Diffusione di un programma comunicativo interno efficace e che sia inerente alle tematiche di Safeguarding. | |